Egr .Direttore,
un’intera generazione
di ragazzi non ha potuto vedere, e non vedrà, la nazionale italiana di
calcio giocare un Mondiale. In realtà è anche peggio, quelli che hanno
meno di vent’anni non hanno mai visto la Ferrari vincere un mondiale di
F1. Però hanno visto un italiano vincere la medaglia d’oro alle
Olimpiadi nei 100 metri, un’italiana vincerne una nella ginnastica
artistica, la squadra italiana di pallavolo femminile vincerne un’altra,
un italiano vincere Wimbledon e, con la squadra, due coppe Davis, hanno
visto la squadra italiana di rugby a 15 vincere con Sudafrica,
Australia e Inghilterra e quella di baseball, roba recentissima, vincere
contro gli USA. Hanno potuto anche, da piccoli, vedere la coda della
carriera di Valentino Rossi e i suoi ultimi mondiali in MotoGP. In F1
no, però hanno potuto assistere alla vittoria di una (anzi tre) vetture
Ferrari a Le Mans. Insomma, alla lost generation del calcio italiano
poteva andare anche peggio e si sono divertiti lo stesso, anche senza
pallatonda. E noi post-boomer, che c’eravamo, possiamo finalmente
superare il ricordo nostalgico e retorico del Mundial spagnolo, delle
notti magiche inseguendo un gol e del cielo sopra Berlino e, con i
nostri ragazzi, andare avanti. Forse, chissà, di questo dobbiamo
ringraziare Macedonia del Nord, Svezia e Bosnia Erzegovina.
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