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sabato 4 aprile 2026

La lost generation del calcio italiano

 


 
Egr. Direttore,
un’intera generazione di ragazzi non ha potuto vedere, e non vedrà, la nazionale italiana di calcio giocare un Mondiale. In realtà è anche peggio, quelli che hanno meno di vent’anni non hanno mai visto la Ferrari vincere un mondiale di F1. Però hanno visto un italiano vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi nei 100 metri, un’italiana vincerne una nella ginnastica artistica, la squadra italiana di pallavolo femminile vincerne un’altra, un italiano vincere Wimbledon e, con la squadra, due coppe Davis, hanno visto la squadra italiana di rugby a 15 vincere con Sudafrica, Australia e Inghilterra e quella di baseball, roba recentissima, vincere contro gli USA. Hanno potuto anche, da piccoli, vedere la coda della carriera di Valentino Rossi e i suoi ultimi mondiali in MotoGP. In F1 no, però hanno potuto assistere alla vittoria di una (anzi tre) vetture Ferrari a Le Mans. Insomma, alla lost generation del calcio italiano poteva andare anche peggio e si sono divertiti lo stesso, anche senza pallatonda. E noi post-boomer, che c’eravamo, possiamo finalmente superare il ricordo nostalgico e retorico del Mundial spagnolo, delle notti magiche inseguendo un gol e del cielo sopra Berlino e, con i nostri ragazzi, andare avanti. Forse, chissà, di questo dobbiamo ringraziare Macedonia del Nord, Svezia e Bosnia Erzegovina.
 

mercoledì 14 maggio 2025

Coca Cola senza caffeina



Al direttore - Ho avuto la riprova che la nostra non è più una società per bambini. L’altra sera con mia moglie avevamo dei nipotini a cena. Cosa gli diamo da mangiare? Pizza e patatine, mica siamo i loro genitori, noi possiamo pure viziarli… Però dai, almeno prendiamo bibite senza caffeina, sennò stanotte stanno svegli e saltano come grilli. Passi che il reparto più grande del supermercato, dopo i surgelati, è quello degli alimenti per cani e gatti, ma la cosa stordente è che in mezzo a bancali di bibite gassate senza zucchero e beveroni energetici non abbiamo trovato nemmeno mezza bottiglia di Coca Cola senza caffeina. I bambini non esistono, esistono Fido e Fuffy, tolto qualche uovo di Pasqua avanzato, non sono più un soggetto commerciale. Noi, i post boomer, eravamo un mercato, i bimbi di oggi, che si fa già fatica trovarne, non sono più nemmeno quello.

Le do un dato: tra il 2017 e il 2022 il valore della produzione venduta di pannolini per bambini in Italia è diminuito del 59,6 per cento, passando da oltre un miliardo di euro a meno della metà. Non è un paese per bambini. Ma non disperiamo.

venerdì 18 dicembre 2015

Insipidézza


Il 23 maggio 2010, dopo la festa per la vittoria dell’Inter nella finale di Champions, il filosofo di Setúbal ci lasciò e da quel giorno fummo Gli Orfani e il calcio cominciò a essere quella cosa triste e mortalmente noiosa che è oggi. Ci rimaneva Ranieri, al tempo mesto e per nulla stimolante allenatore della Roma. Com’era possibile, davvero, rimettersi a guardare una partita di pallone e non farsi venire la depressione? Il calcio italiano era già nel fosso dell’inutilità dai tempi di Moggi e dei suoi compagni di merende, ma senza Mou è diventato incorporeo. Oggi, e mi dispiace per Jack O’Malley, il virus dell’insipidézza ha invaso anche l’isola dei tre leoni e non basta un buon brandy di Jerez per tirarsi su il morale: Ranieri in testa alla Premier, dopo la vittoria contro i Blues di Mourinho, è un capovolgimento dell’universo, uno strappo nel tessuto della realtà. Davvero, di più improbabile c’è solo la scoperta del gravitone (che ormai il bosone di Higgs dicono d’averlo visto) oppure Obama che conclude qualcosa in politica estera. Consiglio di passare alla Premiership di rugby, dove Leicester è una cosa seria.

Lettera pubblicata da Il Foglio il 18 dicembre 2015

martedì 10 novembre 2015

Valentino Rossi è un genio

Valentino Rossi è un genio. Lo si sapeva già, ma la cosa non smette mai di stupire. E’ riuscito in due settimane a passare dalla parte del torto a quella della ragione e a far apparire i suoi due avversari due patetici imbroglioni. Cioè, prima, in diretta mondiale, scaraventa Marquez per terra con un calcione che la testata di Zinédine Zidane sembra un buffetto cresimale. Come buttare al vento vent’anni di carriera, la più luminosa nel mondo dei motori. Ha fatto quello che nessuno gli potrà mai perdonare, ha tradito il verbo della sportività, si è macchiato del peccato più grave, la mancanza di fair play. I due caballeros fanno la cosa tatticamente meno saggia, decidono di gonfiare il petto, di fare gli offesi, di ergersi a moralizzatori. A Valencia va in scena la finale della Piston Cup. Corrono in tre, come nel capolavoro di John Lasseter, solo che già Vale si è preso due ruoli, quello di Strip “The King” Weathers (da sempre il suo) e quello di Saetta McQueen (che fino a qualche settimana fa era del giovane Marquez), e ha corso contro non uno, bensì due versioni di Chick Hicks, l’eterno secondo, il rancoroso. E’ riuscito ancora a realizzare il capolavoro, ha tolto visibilità ai suoi avversari, li ha messi da parte, li ha resi inconsistenti, dimenticabili, trascurabili. Alla lunga lista dei Chick Hicks che l’hanno sfidato e hanno perso, magari non in pista, ma in tutto il resto, ha aggiunto pure Lorenzo e Marquez. E’ un maledetto genio…

Lettera pubblicata da Il Foglio il 10 novembre 2015

lunedì 12 maggio 2014

L'impreparazione della classe dirigente e i rischi che questo comporta

 
Appare sempre più evidente che l'impreparazione culturale di chi ci governa e ci dirige comporta dei rischi terribili. Oggi più che mai si cominciano a intravedere segnali più che preoccupanti. Non solo in Italia. E' inutile discutere sul perché e il per come, la classe dirigente e politica è così perché esprime fedelmente il livello del popolo che governa. Gli esempi sono tantissimi. Dalla cecità dimostrata dai governi occidentali di fronte alla "primavera" araba, alla totale incomprensione occidentale di fronte al problema Russia, dalla Siria alla Nigeria e prima ancora la Libia. I rischi per la pace mondiale sono enormi, ben peggio del post 11 settembre e nessuno sempra in grado di capirci nulla. Le potenze mondiali sono rette da gente che è proprio scarsa e all'Onu si mettono a far la guerra al Vaticano. Intanto i "nuovi diritti" stanno diventando legge ovunque. Ci avviciniamo al disastro immersi in un mare di mediocrità e nel frattempo smembriamo l'uomo dalle fondamenta. Dell'Italia sappiamo tutto, ma ricordiamo solo la vicenda dei marò che descrive benissimo il livello, basso, bassissimo, della nostra azione politica internazionale. Manca proprio la stoffa, manca una visione lungimirante, manca la cultura.
Da dove ripartire? Dalle uniche voci che si ergono qualche spanna sopra la mediocrità generale: GPII, BXVI e Francesco.

Pubblicato su Hyde Parlk Corner il 9 maggio 2014

lunedì 22 aprile 2013

Scouting

Io forse me ne sono accorto tardi, ma io mica sono un dirigente del partito che ha la maggioranza relativa in Parlamento. Bersani sperava di risolvere tutto facendo scouting tra i grillini neo-parlamentari. Il problema è che, nell'insensata ricerca di far finta di rinnovare, il suo partito ha fatto eleggere un bel mucchietto di sedicenti democratici che in realtà sono grillini dentro. E' incredibile come un partito come il PD sia riuscito a far eleggere una così alta quantità di persone del tutto estranea a quello che è lo zoccolo duro del suo elettorato e della sua dirigenza. Il PD era nato per sancire e benedire il matrimonio tra l'anima cattocomunista della DC e l'anima gramsciana del PCI, a trent'anni dai primi ammiccamenti del compromesso storico, trovando poi come unico fattore comune l'antiberlusconismo e il paravento di una mai realizzata convergenza verso la moderna socialdemocrazia europea. Il sindacalismo di Marini, il cattolicesimo adulto di Prodi e persino il comunismo port-berlingueriano di Rodotà sono stati rifiutati da un bel gruppo di parlamentari piddini. Al netto dei renziani, chi cavolo è che ha fatto il casting dei candidati del PD?

Pubblicato su Hyde Parlk Corner il 23 aprile 2013

giovedì 11 aprile 2013

Violante al Colle? Ha ragione Cicchitto

Incredibile, per la prima volta da quanto lo sento o lo leggo mi viene da dar ragione a Fabrizio Cicchitto. E' ancora più incredibile che mi venga da dargli ragione sul nome di Luciano Violante. Uno che per anni ho considerato il peggio del peggio della sinistra forcaiola, quella che ha distrutto il tessuto politico italiano con Mani Pulite e con la manfrina infinita sulla mafia, servita solo come trampolino di lancio a lui e a una schiera di magistrati per far carriera politica. Solo a sentire il suo nome mi scattava la matita per fare la croce sul simbolo di Forza Italia alle elezioni. Oggi, nel nulla più totale del panorama politico italiano, Violante, al netto della sua presenza tra i 10 saggi, mi risulta essere l'unica voce sensata proveniente dal PD. Valgano in tal senso le sue posizioni estremamente realiste sulla questione delle carceri. Non ho la minima idea se saprà essere un buon Presidente della Repubblica e dovrà fare i conti con i tanti che più o meno silenziosamente si vorranno vendicare, ma da nemico pubblico numero uno è diventato uno dei pochi digeribile dal PdL. Davvero non è poco...

Pubblicato su Hyde Park Corner il 12 aprile 2013

Ancora sulla Legge 40

Sul Corriere.it nei giorni scorsi è apparso un pezzo in cui viene riportata la notizia che i giudici di Milano hanno chiesto alla Consulta di esprimersi sulla Legge 40 e sulla fecondazione eterologa. Con le motivazioni della richesta. La cosa più deprimente è che il Corriere ha messo il pezzo nella sezione "Salute" del suo sito web. Quindi fare figli è un problema sanitario.

Pubblicato su Hyde Park Corner l'11 aprile 2013  

(il precedente post sull'argomento è qui)

mercoledì 10 aprile 2013

Ber & Ber si riparlano dopo tre anni

Alla fine l'accordo lo troveranno. Il bicefalo Piersilvio Berlusani governerà non perché figlio di una riflessione di largo respiro, di ampie vedute, di presa di coscienza circa la necessità di rifondare la politica nazionale, ma solo per evitare che poi vinca Renzi. Il sindaco di Firenze è stato messo sotto i riflettori per un anno, come un cubista, neanche fosse una figurina di Honus Wagner, ma senza che nessuno, giustamente, lo prendesse davvero sul serio. Ora, a forza di dargli spazio, il rischio è davvero di consegnargli una parte consistente del proprio elettorato, quel poco che è rimasto, dopo che una larga fetta l'hanno data a Grillo. Farà la fine del povero Mariotto Segni?

Pubblicato su Hyde Park Corner il 10 aprile 2013

venerdì 5 aprile 2013

Legge 40 e vuoto di potere

Ennesimo segnale di cosa succede quando la politica crea un vuoto. Qualcuno ci si butta. Spesso i giudici, che ci governano se manca un vero governo. Il Tribunale civile di Milano a proposito della fecondazione eterologa: «il divieto normativo presente nella L. 40 condiziona la possibilità delle coppie eterosessuali sterili o infertili nel proprio diritto di determinare la propria condizione genitoriale e, quindi, di poter concorrere liberamente alla realizzazione della propria vita familiare». Quindi fare figli è prima di tutto un diritto. Sembra una delibarazione dell'autority alla concorrenza rivolta a una multinazionale che nega alcuni diritti ai consumatori. Ma i diritti dei figli chi li tutela?

Pubblicato su Hyde Park Corner il 5 aprile 2013

giovedì 28 marzo 2013

Il primo partito italiano

La diatriba su chi sia il primo partito italiano è diventata inutile. Per la prima volta nella storia politica repubblicana il primo partito politico è quello del non voto (10.519.474 di astenuti al Senato contro 9.686.471 di voti presi in 18 regioni da Italia Bene Comune di cui 8.400.161 del PD).

Qualunque sia l'alchimia che consenta di metter su una maggioranza in Parlamento non si riuscirebbe ad avere un governo che sia appoggiato dalla maggioranza assoluta degli italiani (21.135.412 più 1).

Davvero, cosa bisogna fare perché i partiti capiscano 'sta cosa? Non gli è bastato Grillo? Aspettiamo  che l'astensione raggiunga il 30-35%? Aspettiamo cioè che oltre a uno svuotamento politico e istituzionale si arrivi allo svuotatamento democratico? Aspettiamo di toccare il fondo (perché per arrivare al fondo purtroppo manca ancora un bel po') per poi non avere più l'ossigeno per risalire? Perché si accontantano tutti di fare i leader di partito ("i nostri elettori non capirebbero") e non provano a fare gli statisti?

Perché Bersani, tratto comune a tutti i leader passati e futuri della sinistra, non prova a passare alla storia come l'uomo che ha tentato di salvare l'Italia ricompattandola intorno ad una visione lungimirante ed epocale? Perché si accontanta di dirigere una bocciofila e non a diventare l'uomo politico più importante del 21 secolo? Perché ci costringe a guardare con simpatia Crimi in diretta streaming? NB La Lombardi no, non ci riesco.

Pubblicato su Hyde Park Corner il 28 marzo 2013

venerdì 15 marzo 2013

Francesco e il degrowth

Immancabilmente si è iniziato a definire "grillino" il nuovo Papa. Era dalla sera dell'elezione che immaginavo che qualcuno avrebbe cominciato a far paragoni tra la sobrietà di Bergoglio e lo stile dei cinquestelle: gira in metrò, ha la croce di ferro e non d'oro, sale sul pulmino, paga il conto dell'hotel, e così via. Insomma un vero progressista come nemmeno Nichi Vendola poteva immaginarsi. Addirittura un paladino della decrescita. L'uomo giusto per la tanto attesa e decantata riforma della Chiesa, e chissà, del mondo, wow! Ma per fortuna c'è una cosa che la stupidità umana non può rovinare. E' lo stupore carico di attesa e di presenza che si è espresso in quel mezzo minuto di silenzio in piazza San Pietro, quando Francesco ha chiesto a noi di pregare per lui. Un silenzio che ha sovrastato e che continua a sovrastare qualunque chiacchiericcio, anche quello televisivo o internettiano e anche quello che si sente oggi in Parlamento. NB: Sto ascoltando in sottofondo l'on. Leone che legge i risultati del primo scrutinio alla Camera: "bianca, bianca, bianca, Fico, bianca, Fico..."

Pubblicato su Hyde Park Corner il 15 marzo 2013

martedì 5 marzo 2013

Cani e figli

Roberta Lombardi, futuro capogruppo grillino alla Camera, mamma di un bimbo di pochi mesi e padroncina di una cagnetta. «la comunicazione non verbale che abbiamo con i nostri amici cani è prezioso bagaglio di esperienza da reinvestire nel rapporto con un pupattolo in lallazione spinta.» A parte l'evidente typo (immagino intendesse "lattazione") e il fatto che possedere un cagnetto ce la renda una figura politica assolutamente tradizionale, credo che "lallazione" sia un fantastico neologismo che ben si presta a descrivere cosa ci aspetta in parlamento nei prossimi mesi. Onomatopea di un impegno politico e civile. In più, ho scoperto perché con i miei figli faccio una fatica tremenda: non ho mai avuto un cane. Sigh!

Pubblicato su Hyde Park Corner il 5 marzo 2013  

domenica 15 luglio 2012

Noi, i ragazzi dell'82

Nel suo pezzo "L’età dell’oro è una boiata. Contro la retorica trentennale del Mundial ’82" Beppe Di Corrado cita la filastrocca più celebre della storia del calcio italiano, ma la sbaglia. Noi, quelli veri, quelli che nell'82 eravamo lì come dei pazzi ebbri di una sensazione che il pallone non ci aveva mai regalato, recitiamo da 30 anni come un mantra la formazione che affrontò il Brasile e non quella della finale con la Germania. In primo luogo perché era quella la squadra che ci fece uscire di casa e fece spuntare da chissà dove migliaia di bandiere italiane impolverate, ma anche perché suona meglio, più liscia, più lineare. Mi dispiace per lo Zio, ma "Bergomi" in mezzo toglie lo slancio. Non è un problema di meriti sportivi (onore al merito al grande Zio), ma di poetica. E il calcio è (anche) poesia. Perciò si può anche scrivere un pezzo contro di noi retorici dell'82, ci mancherebbe, ma bisogna dirla giusta la filastrocca... Zoff, Gentile, Cabrini, (pausa breve), Oriali, Collovati, Scirea, (respiro), Conti, Tardelli, Rossi, (pausa breve di contemplazione) Antognoni, Graziani. La formazione di Germania 2006 sta a quella di Spagna 82 come Dario Fo sta a Montale, Allevi a Chopin, Saviano a Manzoni. Nel merito la questione è molto semplice. Quelli della mia età erano un po' stufi di sentire retoricamente decantare Italia-Germania 4-3 e poi la tiritera sulla balordaggine di Valcareggi che per colpa della staffetta Mazzola-Rivera ci aveva fatto perdere 4 a 1 la finale con il Brasile. Retorica per retorica, io preferisco essere retorico su un Mondiale vinto. Poi, siamo seri, chi se la ricorda per davvero la formazione che ha vinto la finale del 2006, così, al volo. E' più facile ricordare i nomi dei 7 nani o dei 7 re di Roma. E poi cosa devo pensare di un Mondiale che ha dato lustro a Cannavaro vincitore del Pallone d'Oro quando è evidenza non controvertibile che lo meritava Materazzi (ok, questa forse è troppo, mi scuso, non ho saputo resistere)?

Pubblicato su Hyde Park Corner il 12 luglio 2012

martedì 25 maggio 2010

Lost e Mou

Oggi è finito Lost, la miglior fiction TV degli ultimi anni e oggi abbiamo perso Mourinho, il filosofo del futebol. Ci restano i Cesaroni e Ranieri...

Pubblicato su Hyde Park Corner il 25 maggio 2010

martedì 13 marzo 2007

Careggi 2

Gentile Direttore,
di tutta la vicenda di Careggi una cosa non l'ho proprio capita.
Il bimbo morto ce l'aveva un nome? Non è stato divulgato per rispetto della privacy o dei principi sulla tutela dei minori?
Lettera pubblicata da Il Foglio l'14 marzo 2007.

lunedì 10 luglio 2006

Abbiamo vinto per un palo

Egregio Direttore,
Prodi ha detto "Abbiamo vinto per un palo. In certe competizioni si vince così. E' una gioia quasi pari a quella della vittoria elettorale."
Un palo di una porta è circa 1,37% della dimensione della porta (10cm rispetto a 7,32m). Siccome il tiro di Trezeguet ha colpito la traversa, la percentuale esatta è invece 4,10% (10cm rispetto all'altezza della porta di 2,44m).
Un'enormità rispetto allo 0,07% dei 25.115 voti con cui l'Unione ha vinto le elezioni alla Camera. Tanto per dare un po' di numeri sul "fattore C".
Lettera pubblicata da Il Foglio l'11 luglio 2006.

Questo è il commento di Luca Sofri alla mia lettera, postato sul suo blog Wittgenstein:
Siccome sei si fa la gara a chi è più pignolo, siamo tutti piuttosto campioni del mondo, segnalo l'errore logico dell'obiezione. Che prevede che Trezeguet abbia sbagliato di 10 centimetri, ovvero tutto lo spessore della traversa. Invece il pallone ha colpito la traversa ed è rimbalzato a terra, quindi se sapete com'è fatta una traversa, l'ha colpita nella sua metà inferiore. L'errore di Trezeguet è quindi inferiore ai 5 cm. E qui ci vorrebbe un fisico (o un ottico) per scendere più nel dettaglio.
Il secondo errore è invece semplicemente di numeri dove si parla delle elezioni. L'Unione alla Camera ha vinto di circa 130mila voti

Replico. L'errore, se c'è, non è logico, ma, come dice lo stesso Sofri, fisico.
Ad essere ancora più pignoli, si dovrebbe tener conto del modo in cui la palla colpisce il legno, se lo colpisce, per entrare in porta (varcando la famigerata linea per intero). In ogni caso, immaginando che la palla abbia colpito la metà inferiore della traversa e sia quindi finita a terra, fuori o dentro, esiste una porzione della superficie cilindrica inferiore che avrebbe permesso alla palla di entrare, aumentando, virtualmente, lo "specchio utile" per il gol. Dipende dalla tangenza tra la palla (sferica) e la traversa (cilindrica). L'approssimazione che ho fatto (10cm di traversa contro l'altezza complessiva della porta) è più che accettabile, in ogni caso di un paio di ordini di grandezza rispetto alla percentuale di scarto tra i voti dell'Unione e quelli del Polo.
Escludendo la Valle d'Aosta e l'Estero, Prodi ha preso 19.002.598 voti, Berlusconi ne ha presi 18.977.843. (Risultati ufficiali dal sito del Ministero dell'Interno)
La differenza è di 24.755 voti, meno ancora di quelli che avevo indicato nella lettera (con dati non del tutto ufficiali), non certo 130.000 come dice Luca Sofri.