giovedì 5 marzo 2015

Italia-Germania 4-3

 
Reinhard Marx (il cognome è tutto un programma), a nome della conferenza dei vescovi tedeschi, annuncia: «Non siamo una filiale di Roma». Dopo anni di deboli e poco convincenti dichiarazioni inverse rivolte a frau Angela Merkel, del tipo «Non siamo una filiale di Berlino», è un bel passo avanti. Roma conta ancora qualcosa e forse val ben più di una messa...

lunedì 12 gennaio 2015

Te l'avevo detto

  
Nel film "Io, Robot" del 2004, liberamente ispirato ai racconti di Isaac Asimov, lo scettico protagonista intepretato da Will Smith, rivolgendosi dopo l'ennesimo disastro alla dottoressa Susan Calvin che si ostina a difendere i robot, dice: "non so perchè, ma 'te l'avevo detto' non rende giustizia abbastanza." A me viene in mente Oriana Fallaci.

martedì 23 dicembre 2014

Un servizio più efficiente per l'interruzione volontaria di gravidanza

 
Il Corriere della Sera, nel suo sito web, pubblica un articolo sulle difficoltà del Policlinico Umberto I di Roma nel reperire medici che pratichino l'interruzione volontaria di gravidanza (IGV). I medici specialisti in ostetricia e ginecologia ci sono, ma sono obiettori di coscienza. Quindi il nosocomio non riesce a "garantire il servizo", cioè non si praticano aborti. Si tratta evidentemente di interventi urgenti, visto che bisogna rispettare i limiti imposti dalla legge 194/78. La solita malasanità italiana.

Per questo l'ospedale romano ha pubblicato un bando per cercare medici disposti a praticare l'IGV.

Il concorso per l'assunzione dei medici recita «selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il reperimento di n. 2 laureati in Medicina e Chirurgia specialisti in Ostetricia e Ginecologia per il conferimento di un incarico di Collaborazione Coordinata e Continuativa della durata di un anno, eventualmente rinnovabile, per l’esclusiva e totale applicazione della Legge n. 194/78». Cioè, vogliono proprio due abortisti, disposti a praticare l'aborto.

Qualche considerazione questa vicenda la merita proprio. Intanto l'argomentazione di fondo è che per colpa dei medici obiettori si nega ai cittadini (ma soprattutto alle cittadine) il "diritto" sancito dalla legge 194. Quindi l'ospedale supera l'ostacolo assumendo chi è disposto a praticare aborti. E' come se di fronte a uno sciopero una azienda assumesse maestranze in sostituzione degli scioperanti. Roba che forse nelle nostre fabbriche si vedeva all'inizio del XX secolo. Un cavallo di battaglia di tutta la storia sindacale. Gli obiettori sono i cattivoni che impediscono lo svolgersi di una attività tanto importante. Interessante poi la continua definizione dell'IGV come "servizio". Il prof. Bastianelli, citato nell'articolo, si è preso l'impegno di "rivitalizzare un servzio" che gli pare "depresso". Anzi, da gennaio vuol far ripartire il servizio "a pieno ritmo e in modo ancora più efficiente e qualificato".
Siamo nel 2014 e c'è stato un salto di qualità nell'informazione che riguarda l'aborto. Nell'articolo non si cita più il diritto delle donne a decidere del proprio corpo, no, è roba anni '70. L'attenzione è centrata sul diritto dei cittadini ad ottenere servizi puntuali e efficienti, alla stregua della riduzione delle liste di attesa per fare una risonanza, delle code in ospedale, al dare risposte certe e precise alle richieste degli utenti. L'aborto e l'applicazione della legge 194 non sono più materia da comitato etico (l'organo più inutile delle nostre aziende sanitarie), ma problemi da URP (ufficio relazioni con il pubblico).

lunedì 26 maggio 2014

Tolkien e le elezioni europee

La battaglia di Gondolin secondo John Howe
Da sempre alle elezioni per il parlamento europeo votano circa due terzi degli italiani, meno che alle politiche. Dai 35 milioni di voti validi del 1979 non si è mai scesi sotto i 30 milioni. Ieri siamo scesi in un colpo solo dai 30,6 milioni del 2009 a 27,4 milioni di voti validi (al netto quindi di schede bianche e nulle).

In un colpo solo abbiamo perso 3,2 milioni di volti, pari ad un ipotetico 4° partito con il doppio dei volti della Lega e un milioncino di voti in meno di Forza Italia. Il partito del non voto (22 milioni circa) ha ormai quaisi doppiato il primo partito che è il PD di Renzi.

Guardando solo i numeri è evidente che si conferma l'andazzo verso uno svuotamento democratico che si era già manifestato ampiamente l'anno passato alle politiche quando gli astenuti erano diventati il primo partito per la prima volta nella storia repubblicana. Lo svuotamento politico e istituzionale è già evidente.

Non indago per pietà sul valore politico del voto espresso, semplicemente perché questo (Renzi, Grillo e l'attuale Cav.) è quello che passa il convento: un ex concorrente della Ruota della Fortuna, un ex comico di Fantastico e uno che, bontà sua, si ostina a non voler diventare ex di tutto quello che sappiamo. Statisti in grado di prendere le redini di un vero cambiamento (in questo caso europeo) nemmeno l'ombra.

Leggere di De Gasperi o Adenauer o Monnet o Shuman oggi mi fa lo stesso effetto di leggere le cronache dei re elfici nei libri di Tolkien.  Serve davvero lo strumento della "sospensione dell'incredulità" per affrontare la storia europea (e italiana) recente.

lunedì 12 maggio 2014

L'impreparazione della classe dirigente e i rischi che questo comporta

 
Appare sempre più evidente che l'impreparazione culturale di chi ci governa e ci dirige comporta dei rischi terribili. Oggi più che mai si cominciano a intravedere segnali più che preoccupanti. Non solo in Italia. E' inutile discutere sul perché e il per come, la classe dirigente e politica è così perché esprime fedelmente il livello del popolo che governa. Gli esempi sono tantissimi. Dalla cecità dimostrata dai governi occidentali di fronte alla "primavera" araba, alla totale incomprensione occidentale di fronte al problema Russia, dalla Siria alla Nigeria e prima ancora la Libia. I rischi per la pace mondiale sono enormi, ben peggio del post 11 settembre e nessuno sempra in grado di capirci nulla. Le potenze mondiali sono rette da gente che è proprio scarsa e all'Onu si mettono a far la guerra al Vaticano. Intanto i "nuovi diritti" stanno diventando legge ovunque. Ci avviciniamo al disastro immersi in un mare di mediocrità e nel frattempo smembriamo l'uomo dalle fondamenta. Dell'Italia sappiamo tutto, ma ricordiamo solo la vicenda dei marò che descrive benissimo il livello, basso, bassissimo, della nostra azione politica internazionale. Manca proprio la stoffa, manca una visione lungimirante, manca la cultura.
Da dove ripartire? Dalle uniche voci che si ergono qualche spanna sopra la mediocrità generale: GPII, BXVI e Francesco.

Pubblicato su Hyde Parlk Corner il 9 maggio 2014

giovedì 17 aprile 2014

I figli del diritto e il diritto dei figli

 
Il recente dibattito seguito al pronunciamento della Cassazione sulla fecondazione eterologa sta assumento connotati strani. La critica è rivolta al fatto che, sempre di più, sono i tribunali a decidere dei temi etici. Certo, la corte sbaglia, fare figli non è un diritto. Già non aver presente questo è un grosso problema. Che sia concepito per via tradizionale, per fecondazione assistita eterologa o meno, il problema è che ci si dimentica dei diritti del bambino, nato o ancora in divenire. Ma il problema vero è ancora precedente. Il problema è che fare figli viene trattato come un problema sanitario. Quindi se esiste un diritto alla salute tutelato dalla società (e quindi dalle sue espressioni legislative e giurisprudenziali), esiste conseguentemente un diritto alla procreazione come esiste un diritto all'accesso alle cure per le verruche. Le quali non hanno diritti, esattamente come gli embrioni e i bambini nati o in divenire.