In questo spazio raccolgo idee, commenti e le "lettere al Direttore" che mi è capitato di inviare ai giornali. Poiché quasi mai le pubblicano, ho pensato che un posticino sul web potevano comunque meritarlo.
mercoledì 22 ottobre 2025
Codice Rosso del Codacons
Il Codacons chiede che siano ritirate tutte le onorificenze assegnate a Jannik Sinner per la sua decisione di non partecipare con la squadra italiana alla prossima fase finale di Coppa Davis. Ormai il tono che si usa, non solo in politica a quanto pare, è sempre più apocalittico. Che sia Gaza, Ucraina, governo Meloni, Trump oppure il tennis, si fa gara a chi la spara più grossa. Usando una frase fatta, si è perso il senso della misura. Che quelli di Codacons si siano dimostrati un filino ingenerosi nei confronti di Sinner mi sembra fuor di dubbio. Anche a me apprendere che il giocatore altoatesino ha rinunciato a giocare in Davis è dispiaciuto, ma in fondo solo perché senza di lui so che è difficile che si possa fare il triplete. Sì, perché l'Italia ha vinto nel 2023 e nel 2024 per due volte di fila la prestigiosa competizione, come non capitava a nessuno da 11 anni e per avere più di due vittorie consecutive bisogna risalire ai primi anni settanta quando ancora la coppa era una questione riservata a USA e Australia. E ricordando che l'Italia aveva vinto la Davis una sola volta prima, nel 1977, con gli italianissimi Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli guidati da Pietrangeli. Sia chiaro che se abbiamo vinto due volte di fila lo dobbiamo quasi solo a Sinner, percepito evidentemente come poco italiano da chi lo attacca oggi. E poi dovremmo aggiungere gli slam vinti sotto bandiera italiana, le Finals, la moltitudine di tornei vinti e il non trascurabile fatto di essere stato il primo e unico tennista italiano in vetta al ranking mondiale del gioco. Bazzeccole, e poi fa troppa réclame. Per superare l'idiosincrarsia suscitata in taluni dal colore dei capelli di Sinner e dal suo accento poco romanesco, evidentemente, lui deve fare qualcosa di più, non basta aver dimostrato di essere per distacco il miglior tennista italiano di sempre. Se fossi in Sinner, parafrasando il grande colonnello Nathan R. Jessep di "Codice d'onore", risponderei una cosa del tipo: "Per voi non sono altro che una barzelletta [cioè un mezzo italiano]. Io non ho né il tempo né la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un italiano che passa la sua vita a guardarmi in TV mentre vinco tornei e poi contesta il modo in cui lo faccio. Preferirei che mi dicesse la ringrazio e se ne andasse per la sua strada; altrimenti gli suggerirei di prendere una racchetta e di mettersi a palleggiare contro Alcaraz. In un modo o nell'altro io me ne sbatto altamente di quelli che lei ritiene siano i suoi diritti!"
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