giovedì 2 ottobre 2025

Sciopero responsabile



Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha deciso di aderire alla sciopero della CGIL a sostegno della Flotillia, ma con una modalità particolare: scioperiamo, ma continuiamo a dare le notizie "con responsabilità" come contributo "per la pace, la libertà e i diritti umani". Cioè, cari giornalisti Rai, avete capito quali sono le notizie che dovete dare? Ve le ha suggerite il sindacato. Sia mai che a qualcuno venga in mente di dire in un notiziario che occupare università, stazioni, scuole, aeroporti non sia del tutto lecito.

Flotillia



Egr. Direttore,

sarebbe interessante sapere, perché davvero non ne ho trovato traccia da nessuna parte, qual era realmente la quantità di generi alimentari, farmaci e simili, trasportati dalla Flotilla verso Gaza nell'ambito della missione umanitaria. La cinquantina di imbarcazioni che hanno tentare di superare il blocco navale israeliano erano quasi tutte barchette a vela, zeppe di gente, di certo non dotate di stive capienti. A parte forse la britannica Alma e poche altre, l'unica nave seria e in grado di trasportare quantità rilevanti di materiale era quella di Emergency che però è rimasta "di supporto" fuori la limite delle 150 miglia marine da Gaza. Considerando che la Flotilla è stata in mare settimane, non è che nel frattempo gli attivisti imbarcati si sono mangiati tutto? Forse non hanno accettato di consegnare gli aiuti al Patriarcato di Gerusalemme perché avrebbero dovuto scoprire gli altarini e fatto la figura dei millantatori? Cioè, se si fossero presentati con una portacontainer Hyundai da 90 mila tonnellate di stazza forse sarebbero stati più credibili. 

lunedì 15 settembre 2025

Sbianchettare



Gretchen Felker-Martin è una scrittrice di romanzi horror di discreto successo negli States. La DC Comics, casa editrice dei fumetti di Batman e Superman, le aveva affidato la scrittura di una serie dedicata a Red Hood, in pratica una delle tante versioni di Robin, la spalla di Batman.

L'editore ha cancellato qualche giorno fa la serie dopo che l'autrice aveva pubblicato un post in cui aveva definito Charlie Kirk come "puttana nazista" e prima aveva scritto "Spero che il proiettile sia a posto dopo aver toccato Charlie Kirk".

Mi colpisce, oltre alla violenza verbale della Felker-Martin (ma è solo uno dei mille esempi seguiti all'omicidio di Kirk), il fatto che l'unico modo che l'editore abbia trovato per prendere posizione sulla vicenda sia stato quello di licenziare, di far fuori, di far sparire, l'autrice (non che non se lo meriti, sia chiaro). E' più o meno lo stesso metodo che, dall'altra parte, da anni viene usato per far tacere chi non è allineato col pensiero unico, specialmente con quello woke e ambientalista. La DC ha di fatto usato lo stesso metodo applicato a decine di docenti universitari, giornalisti, ecc. accusati di comportamenti omofobi o di essere troppo allineati con Trump.

A pelle, quando ho letto del licenziamento, ho pensato: "Hanno fatto bene!" Ma poi, riflettendoci meglio mi son chiesto: ma davvero l'unico modo per combattere il clima feroce in cui siamo piombati è cancellare, sbianchettare, censurare? La DC ha applicato il metodo della cancel culture alla sua autrice. Se va avanti così sparisce tutto... a destra di sicuro, ma anche a sinistra.

Come sempre l'unica voce sensata che emerge dalle urla scomposte del dibattito politico/culturale di questo strano inizio di terzo millennio è quella di Leone XIV. Ma mi ha colpito anche quello che ha detto Spencer Cox, il governatore dello Utah, troppo Maga per i liberal, troppo liberal per gli altri, ma il cui appello andrebbe ascoltato.

mercoledì 6 agosto 2025

Mestieri



Al Direttore - Che la politica, nei paesi tendenzialmente democratici occidentali, fosse moribonda lo sappiamo da anni, almeno dai tempi di Tangentopoli qui in Italia. La sequela senza fine di inettitudine a cui abbiamo assistito è inequivocabile. Quando si crea un vuoto politico lo spazio viene occupato da altri: dalla magistratura, dai "poteri forti", dalle ideologie à la page o, se va bene, dai virologi, se va male, da una dittatura. In questi giorni ci sono stati due eventi che fanno riflettere: la magistratura italiana che non solo fa politica (come ha sempre fatto da più di 30 anni), ma addirittura agisce per "ragion di stato" sindacando sulle azioni del governo in tema di sicurezza nazionale; i militari israeliani che cercano di mettere una toppa alle azioni del governo Netanyahu suggerendo strade politiche a un premier che prende decisioni militari senza, evidentemente, essere in grado di farlo. Ma di esempi ne abbiamo decine ogni giorno. Qualcuno ha detto Ursula? O vogliamo ricordare il filotto George W., Barack, Donald, Sleepy Joe, Donald the Revange?
Se ognuno facesse il suo mestiere forse il mondo sarebbe un posto migliore. Il problema forse è che nessuno sa più fare il suo mestiere e quindi fa altro.


mercoledì 14 maggio 2025

Leo XIV



Che bello quando eleggono un nuovo Papa. Succede una cosa speciale. Per qualche istante il chiacchiericcio si ferma e rimane il silenzio carico di attesa rotto dall'Ave Maria.


Coca Cola senza caffeina



Al direttore - Ho avuto la riprova che la nostra non è più una società per bambini. L’altra sera con mia moglie avevamo dei nipotini a cena. Cosa gli diamo da mangiare? Pizza e patatine, mica siamo i loro genitori, noi possiamo pure viziarli… Però dai, almeno prendiamo bibite senza caffeina, sennò stanotte stanno svegli e saltano come grilli. Passi che il reparto più grande del supermercato, dopo i surgelati, è quello degli alimenti per cani e gatti, ma la cosa stordente è che in mezzo a bancali di bibite gassate senza zucchero e beveroni energetici non abbiamo trovato nemmeno mezza bottiglia di Coca Cola senza caffeina. I bambini non esistono, esistono Fido e Fuffy, tolto qualche uovo di Pasqua avanzato, non sono più un soggetto commerciale. Noi, i post boomer, eravamo un mercato, i bimbi di oggi, che si fa già fatica trovarne, non sono più nemmeno quello.

Le do un dato: tra il 2017 e il 2022 il valore della produzione venduta di pannolini per bambini in Italia è diminuito del 59,6 per cento, passando da oltre un miliardo di euro a meno della metà. Non è un paese per bambini. Ma non disperiamo.

venerdì 2 ottobre 2020

"Arduin il rinnegato" di Silvana De Mari



Non è il miglior libro della De Mari, ma è bellissimo.

Per certi aspetti somiglia troppo a L’ultimo orco, che nella vicenda di Rankstrail giocava, tra l’altro, proprio sul parallelismo tra lui e il mitico Arduin, colui che già in passato aveva salvato il mondo degli uomini dall’invasione orchesca. Per altri aspetti risponde alla curiosità dell’appassionato che vuol sapere chi era ‘sto Arduin di cui si parla in lungo e in largo nei primi libri del ciclo e un bel prequel che ne racconti le gesta è proprio l’ideale. Ok, io sono un appassionato di Silvana De Mari e me lo sono letto. A un nuovo lettore però consiglio L’ultimo orco (e ovviamente L’ultimo elfo) che è scritto meglio e in generale appassiona di più. Mia personalissima opinione, eh.

Il punto che mi ha un po’ deluso riguarda gli elfi. Ci sono, ma un po’ per sbaglio. Narrativamente, e da quanto si poteva intuire ai primi libri, il loro ruolo nel passato del mondo era importante. Qui vengono liquidati un po’ troppo in fretta. Hanno combattuto con gli uomini, il dolore li ha sconfitti, sono stati massacrati, stop. Un po’ poco considerando chi era Yorsh e tutta la sua vicenda! Detto questo rimane il più bel libro che ho letto ultimamente e mi conferma che la De Mari è una delle migliori penne in circolazione.

Il tema è quello preferito dalla bravissima scrittrice: sono le scelte che fai che ti fanno orco, o elfo o semplicemente umano. E’ il tema che la De Mari ha sviluppato magnificamente in particolare ne L’ultima profezia (oggi in parte ripubblicato come L’ultimo mago). Quello che ti cambia è la scoperta che esiste la misericordia, che non te la dai da solo, non è una capacità intellettuale che uno si impone di avere. E’, appunto, la pietà del cuore, un dono, gratis, cioè grazia. Il percorso di Arduink (con o senza kappa) è proprio cambiato quando la misericordia l’ha “subita” sulla sua pelle, quando qualcuno si è sacrificato per lui. Per cui si innamora. Bellissimo!

Anche il trucco narrativo della profezia, cioè l’abusato espediente che prevede che in fondo tutto è stato già deciso da chissà quale entità superiore, o che il protagonista, l’eroe, è un predestinato, a volte recalcitrante, e che la storia si sviluppa nei secoli grazie a profezie, trottole, scritte sui muri, spade e troni ritrovati nei sotterranei dei castelli, nei libri della De Mari prende senso. In realtà la capacità di ognuno di capire che il bene vince per le scelte che uno fa e non per la sua pelle o i suoi geni, si propaga nel tempo, da Arduin (ma prima ancora dal re degli Elfi) fino a Kail che vince gli Yourdoni (c’è sempre un orco più cattivo degli orchi), passando per Yorsh, Rosalba, Rankstrail e i loro figli e discendenti, attraverso l’educazione, e non solo per la genetica.

E’ attraverso l’educazione, impartita da madre a figlia, da padre a figlio, attraverso le filastrocche, le storie o con il dono di oggetti percepiti come signiicativi (vabbè, a volte un po’ magici, ma è un aspetto in fodo coreografico) come le trottole, che il senso del bene, della giustizia, del coraggio, del perdono, si propaga nel tempo, attraverso la memoria. Bellissimo al cubo!